Riserva Naturale Orientata Saline
di Trapani e Paceco - Via G. Garibaldi n.138, c.da Nubia
91027 Paceco (TP)
La Riserva
Istituita con decreto dell’Assessore
Regionale Territorio e Ambiente n.257 dell’11
maggio 1995, è stata affidata in gestione
all’Associazione Italiana per il WWF.
La Riserva si estende su quasi mille ettari,
suddivisi in zona A di Riserva (707 ha) e zona B
di Pre-Riserva (278,75 ha). Il personale
impiegato dall'Ente Gestore consta di 4
operatori di sorveglianza e un direttore. Gran
parte della Riserva include proprietà private,
nelle quali piccole e grandi imprese esercitano
la millenaria attività della "coltivazione" del
sale.
Il sito costituisce una delle più importanti
aree umide costiere della Sicilia occidentale;
occupato in gran parte da saline coltivate in
maniera tradizionale, con pantani e campi
coltivati in aree marginali, le sue valenze
biologiche sono plurime, interessando aspetti
faunistici (uccelli, pesci, artropodi),
floristici, vegetazionali. A queste valenze si
aggiungono quelle paesaggistiche,
etno-antropologiche, architettoniche, storiche.
Tra gli habitat di rilievo presenti, citiamo:
- Lagune costiere (cod. Natura 2000: 1150,
habitat prioritario)
I bacini utilizzati per l’estrazione del sale,
date le tecniche utilizzate (che sono quelle
tradizionali in uso da secoli) e la particolare
geomorfologia della costa (che vedeva la
presenza di lagune e pantani costieri),
costituiscono un ambiente che seppure in gran
parte artificiale, ospita una grande diversità
biologica, dal livello microscopico dei batteri
a quello macroscopico degli uccelli. Si tratta
di organismi estremamente specializzati per
questo ambiente, e per i vari gradi di salinità
presenti nelle differenti vasche, oppure (come
nel caso degli uccelli) che trovano in questo
ambiente sosta e cibo durante le migrazioni.
Associazioni vegetali ricche in specie di
Limonium (di cui numerose endemiche) con
presenza di Lygeum spartum, su suoli
temporaneamente o periodicamente permeati da
acqua salmastra e soggetti ad estrema aridità
estiva.
- Vegetazione annua delle linee di deposito
marine (cod. Natura 2000: 1210)
- Fruticeti alofili mediterranei e
termo-atlantici (Sarcocornetea fruticosi) (cod.
Natura 2000: 1420)
La Flora
Tra
le specie caratteristiche della Riserva,
l’endemica
Calendula maritima
(qui a fianco) è una delle
più preziose. Il suo areale è infatti limitato
alla zona costiera compresa tra lo Stagnone di
Marsala e la zona di Pizzolungo, appena a Nord
di Trapani. L'Isola del Ronciglio (oggi
collegata alla
terraferma dalle saline, e ricadente entro i
confini della Riserva) costituisce uno dei suoi
"loci classici": la descrizione di questa specie
fu cioé effettuata sulla base di piante
provenienti da questa località.Le sue preferenze
ecologiche la portano ad occupare una stretta
fascia costiera, a ridosso degli accumuli di
Posidonia spiaggiata. Una vera “attrazione”
della Riserva è il cosiddetto “Fungo di Malta”,
che in realtà non è un fungo ma una pianta
parassita (Cynomorium coccineum L.). Si
tratta di una specie rara: in Italia, oltre alla
zona fra Trapani e Marsala, è possibile
osservarla solo in poche aree costiere della
Sardegna e della Basilicata.
L'ambiente delle saline,
fortemente salmastro, è il regno delle
Chenopodiacee: lungo gli argini delle saline e
nei pantani salmastri temporanei questa famiglia
di piante fanerogame sfoggia la sua ricchezza di
specie alofile appartenenti a numerosi generi (Salicornia,
Arthrocnemum, Halopeplis, Halocnemum, Suaeda,
Salsola, Atriplex, Halimione, Beta). Si tratta
di specie erbacee o di piccoli arbusti, in grado
di crescere in questo ambiente (particolarmente
"estremo" per la presenza di suoli salati)
grazie a diversi meccanismi di adattamento:
molte di queste piante hanno foglie grasse, dove
viene accumulata l'acqua, e da cui vengono
"espulsi" i sali in eccesso. Numerosi ambienti
sono poi presenti nella Riserva, a ciascuno dei
quali corrispondono differenti comunità vegetali
e differenti specie vegetali: i corsi d'acqua
dolce, i pantani e le zone umide di acqua dolce,
le spiagge, i praticelli effimeri, le praterie
salmastre. Anche nelle vasche e nei canali delle
saline sono presenti interessanti comunità
vegetali, con presenza di fanerogame marine
quali Ruppia drepanensis e Posidonia oceanica.
Notevole la presenza entro i confini della
Riserva di diverse specie vegetali rare, incluse
tra quelle più vulnerabili al rischio di
estinzione nel "Libro Rosso delle Piante
d'Italia":
Specie
Famiglia
Areale di distribuzione
Halocnemum strobilaceum (Pallas)
Bieb.
Chenopodiaceae
Sud-Mediterraneo
(in Italia solo in Sicilia e Sardegna)
Halopeplis amplexicaulis (Vahl) Ung.-Sternb.
Chenopodiaceae
Sud-Ovest-Mediterraneo
Aeluropus lagopoides (L.) Trin.
Graminaceae
Sud-Mediterraneo-Turaniano
(in Italia solo in Sicilia e Lampedusa)
Limoniastrum monopetalum (L.) Boiss.
Plumbaginaceae
Sud-Ovest-Mediterraneo
Limonium ferulaceum (L.) Chaz.
Plumbaginaceae
Sud-Ovest-Mediterraneo
(in Italia solo fra Trapani e Marsala)
Calendula maritima Guss.
Asteraceae
(specie
endemica)
Oltre a
queste specie, vanno ricordati due
Limonium strettamente endemici (Limonium
densiflorum (Guss.) O. Kuntze e Limonium
lojaconoi Brullo), un endemismo
siculo-sardo-corso (Euphorbia pithyusa
L. subsp. cupanii (Guss.) A.R. Sm.), ed
alcune altre specie rare quali
Triglochin bulbosum L. subsp. barrelieri
(Loisel.) Rouy, Cressa cretica L.,
Cynomorium coccineum L., Limonium avei
(De Not.) Brullo & Erben.
Documenti
Decreto
istitutivo della Riserva
Regolamento della Riserva
La fauna
Le saline sono un importantissimo luogo di sosta
per migliaia di uccelli durante la migrazione
sia autunnale che primaverile, pertanto la zona
risulta essere di particolare interesse
ornitologico; infatti sono 208 le specie finora
censite, molte svernanti (fenicotteri, spatole,
aironi bianchi maggiori, garzette, falchi di
palude, limicoli e più di 5.000 anatidi) e altre
nidificanti (avocette, cavalieri d’Italia,
fraticelli, fratini, calandrella). Tra le specie
elencate nell'allegato 1 della Direttiva
Comunitaria "Uccelli" (79/409/CEE) e censiti
nella Riserva ricordiamo il Tarabuso, la
Garzetta, l'Airone bianco maggiore, la Spatola,
il Fenicottero, il Cavaliere d'Italia, l'Avocetta
(presa a simbolo della Riserva), il Gabbiano
roseo, il Fraticello, il Martin pescatore. Tra i
pesci è presente Aphanius fasciatus,
incluso nell'allegato II della Direttiva
Comuntaria "Habitats". L’entomofauna annovera
numerose specie di insetti endemici e/o rari
quali Cephalota circumdata imperialis,
Cephalota litorea goudoti, Pterolepis elymica,
Teia dubia arcerii. Infine, il piccolo
crostaceo Artemia salina è stato ed è
tuttora oggetto di grande interesse, sia in
termini sistematici e di ricerca pura che di
ricerca applicata.
La flora
L'ambiente delle saline,
fortemente salmastro, è il regno delle
Chenopodiacee: lungo gli argini delle saline e
nei pantani salmastri temporanei questa famiglia
di piante fanerogame sfoggia la sua ricchezza di
specie alofile appartenenti a numerosi generi (Salicornia,
Arthrocnemum, Halopeplis, Halocnemum, Suaeda,
Salsola, Atriplex, Halimione, Beta). Si tratta
di specie erbacee o di piccoli arbusti, in grado
di crescere in questo ambiente (particolarmente
"estremo" per la presenza di suoli salati)
grazie a diversi meccanismi di adattamento:
molte di queste piante hanno foglie grasse, dove
viene accumulata l'acqua, e da cui vengono
"espulsi" i sali in eccesso. Numerosi ambienti
sono poi presenti nella Riserva, a ciascuno dei
quali corrispondono differenti comunità vegetali
e differenti specie vegetali: i corsi d'acqua
dolce, i pantani e le zone umide di acqua dolce,
le spiagge, i praticelli effimeri, le praterie
salmastre. Anche nelle vasche e nei canali delle
saline sono presenti interessanti comunità
vegetali, con presenza di fanerogame marine
quali Ruppia drepanensis e Posidonia
oceanica.Notevole la presenza entro i confini
della Riserva di diverse specie vegetali rare,
incluse tra quelle più vulnerabili al rischio di
estinzione nel "Libro Rosso delle Piante
d'Italia": Una vera “attrazione” della Riserva è
il cosiddetto “Fungo di Malta”, che in realtà
non è un fungo ma una pianta parassita (Cynomorium
coccineum L.). Si tratta di una specie rara: in
Italia, oltre alla zona fra Trapani e Marsala, è
possibile osservarla solo in poche aree costiere
della Sardegna e della Basilicata.